RASSEGNA STAMPA

Turismo Vip nell'ex fattoria modello

Giorgio Pasquinucci (Il Tirreno - 15/06/08)


PIOMBINO. Tre grosse gru stanno lavorando a pieno ritmo sopra gli edifici della fattoria di Poggio all’Agnello. Tra un paio d’anni quella che fu una delle più significative realtà agrarie della Val di Cornia, che ha fatto anche la storia atraverso dure lotte mezzadrili, lascerà il posto ad una moderna e super attrezzata struttura turistica. Erano almeno vent’anni che si parlava della riconversione della fattoria. Un angolo che, nonostante il degrado dopo l’abbandono delle coltivazioni, ancora conservava in pieno il suo fascino, dove si potevano rivivere le stesse atmosfere suggerite dal film “Novecento” di Bertolucci.  Anche lì i duri scioperi dei mezzadri, le mucche lasciate nelle stalle senza essere munte. Il camion con i “crumiri” fatti arrivare dal fattore. E perfino strani episodi, come un ordigno esplosivo fatto ritrovare ai carabinieri in pagliaio, nel piano di una lotta contadina degli anni Cinquanta, al tempo delle repressioni di Scelba.  La convenzione per la riconversione della fattoria in una struttura turistica fu firmata nel 2003 dal Comune di Piombino con la Agricola Populonia Srl. Il destino era già segnato. Ma i lavori, iniziati, non vennero mai portati a termine dalla società che aveva ottenuto la concessione edilizia. Si parlò anche dell’ingresso di grandi gruppi turistici del Nord. Ma non si è visto più nulla fino a quando Maurizio Berrighi, titolare della nota impresa di costruzioni venturinese - che aveva già portato a termine l’affare di Rimigliano - l’anno scorso si mise a capo di una cordata per rilevare anche la fattoria di Poggio all’Agnello.  Oggi risulta di proprietà della “Immobilire Milanese Srl” di Pistoia, che pare abbia sborsato per l’acquisto una decina di milioni di euro. Tra i soci di Berrighi nomi già comparsi nell’acquisto della tenuta di Rimigliano: Piero Antinori, l’immobiliare Pecci di Prato e, si dice, Ferragamo, anche se questo nome non è mai stato confermato.  Il progetto, che si conta di realizzare entro il maggio del 2011, vale un investimento di circa 15 milioni di euro. Saranno recuperati i sette edifici del nucleo centrale della fattoria, ben 58mila metri cubi, per i quali in ogni modo la Sovrintendenza ha imposto il rispetto architettonico. Nei dieci ettari di terreno disponibile, saranno realizzate piscine, campi da tennis, palestre, area fitness, ristorante e bar.  Ma la convenzione del 2003 per Poggio all’Agnello parla chiaro e, probabilmente, è soprattutto per questa ragione che l’Immobiliare Milanese si è gettata nell’affare. «Il Comune di Piombino - è scritto all’articolo 6 dell’atto sottoscritto con l’allora Populonia Agricola - si impegna a individuare nell’ambito del piano particolareggiato di Baratti e Populonia, idonea soluzione per consentire la creazione di una spiaggia attrezzata del Golfo di Baratti al fine di assicurare al nuovo complesso turistico-ricettivo un servizio aggiunto sul mare».  Il Comune, da parte sua, nel 2003, ricevette gratuitamente dalla vecchia società 30mila metri quadrati tra la strada della Principessa e quella della Caldanelle, poi destinata a parcheggio per Camper.  Il piano particolareggiato di Baratti ancora non esiste. E, anzi, in questi giorni, dopo l’acquisto del podere del Casone da parte di una società fiorentina, alcune forze politiche e ambientaliste, ne hanno chiesto al più presto la discussione in consiglio comunale. Il podere del Casone potrebbe infatti essere trasformato in un albergo di lusso, idea sulla quale si è già pronunciato non contrario il sindaco Anselmi e il Pd.  Ma chi farebbe un albergo a cinque stelle senza poi pensare di riservare ai propri clienti almeno parcheggi sufficienti e un pezzo di spiaggia nello splendido Golfo di Baratti? A Poggio all’Agnello la società di Berrighi & C. realizzerà 1.200 posti letto. Poco più in là, il Comune di Piombino ha dato in gestione per cinque anni il campeggio di Sant’Albinia, che in futuro potrebbe essere acquistato definitivamente dall’attuale gestore e ampliato o trasformato in villaggio turistico. Dunque la pressione su Baratti è destina ad aumentare.  Il piano partoolareggiato, dunque, si troverà a rispondere come tutto questo potrà essere conciliato con il parco archeologico, con gli scavi che arrivano fino al mare, con una erosione preoccupante della spiaggia e con un ripascimento per il quale da almeno sei anni ci sono i soldi e non si fa. E infine con la richiesta, avanzata dal Comune di Piombino all’Unesco, per dichiarare il Golfo di Baratti e Populonia patrimonio dell’umanità.